Art to Finance2020-09-22T11:36:08+00:00

Art to Finance

Arte e finanza: quando il collezionismo diventa investimento

Da sempre esiste un collegamento invisibile tra arte e finanza, si pensi al banchiere o al mercante nel rinascimento, che da buon mecenate finanziava le case regnanti e in cambio favoriva l’ascesa di importanti artisti del tempo. Il Progetto “Art to Finance”, di cui mi sono fatto capofila vede coinvolti i miei Uffici Private, perché ritengo che l’arte contemporanea sia prima di tutto capitale intellettuale, e che entrando in un luogo non convenzionale come questo, apra nuovi orizzonti nel mondo del lavoro e può influire positivamente anche sui propri collaboratori. Obiettivo del progetto è avvicinare sempre di più la gente all’arte, ma anche valutare questo “Asset emozionale” come strategia di diversificazione patrimoniale.

In questo modo si contribuisce a sostenere e promuovere artisti contemporanei emergenti e talentuosi, capaci di intercettare ed anticipare tendenze future. L’iniziativa rientra in un progetto di ampio spettro che vedrà avvicendarsi vari artisti che metteranno a disposizione le loro opere per poterle rendere fruibili al grande pubblico.

Secondo una ricerca che ha indagato quali siano i valori emotivi legati all’acquisto di opere d’arte fra i collezionisti, gli operatori di settore (mercanti d’arte, case d’aste, galleristi, e tutto il mondo delle ArtTech) e i professionisti appartenenti al mondo della finanza, in particolare a Private Bank e Family office, emerge che chi compra opere d’arte e oggetti da collezione lo fa come simbolo di un certo stile di vita. Secondo la maggior parte dei Family Officer o Private Banker, c’è una vera e propria evoluzione del concetto dei beni d’arte che porta alla loro individuazione come vera e propria asset class.

Dal desiderio di promuovere e condividere questo patrimonio culturale, nasce l’impegno a tradurre concretamente i nostri valori nel campo dell’arte, con la certezza che una progettualità dinamica di eventi ed esposizioni potrà ulteriormente consolidare il rapporto che ci lega al territorio, dando un segnale forte di continuità con il passato e di apertura al futuro.

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