Quel Patrimonio nel Cuore

SPORT E RESPONSABILITÀ SOCIALE

Nessun investimento può avere valore maggiore

Nelson Mandela ha detto che lo sport ha il potere di cambiare il mondo e di unire le persone come poche altre cose riescono a fare. È vero. Lo sport può portare speranza dove c’è disperazione e tutti possono capire il suo linguaggio. Investire nello sport piace sempre di più e si va alla ricerca non tanto del rendimento dal proprio capitale, quanto alla realizzazione di una soddisfazione personale.

Ma soddisfazione ben più grande ha chi lo sport lo pratica, come una missione, da tutta la vita. Aleksandar “Magnum”, i tifosi lo hanno soprannominato così, Atanasijevic, bomber della Sir Safety Perugia Volley e della Nazionale serba, classe 1991, è l’attaccante più forte della Superlega. È arrivato in Italia nel 2013 all’età di 22 anni, dopo aver già raggiunto importanti traguardi, come nel campionato Serbo (lo scudetto), in quello Europeo under-20 e in quello mondiale under-21, si conquista subito il titolo di Capocannoniere, nonché l’affetto dei tifosi e della città intera. Del resto i serbi hanno un carattere tosto, si sa, sono un popolo che non si arrende, la storia di questo Paese li ha obbligati a imparare a non mollare. Mai in questa parte del mondo investire nello sport ha avuto significati ben più importanti che in qualsiasi altro luogo. Perché è qui che lo sport ha dimostrato la sua straordinaria forza di aggregazione, la sua capacità di unire un Paese spaccato da anni di lotte e divisioni.
Questi sono i valori sani che la famiglia ha trasmesso ad Aleksandar, che lo hanno portato ad integrarsi alla perfezione a Perugia, che ama come la sua città natale, Belgrado, dove si sente a casa e firmerebbe un contratto a vita con questa squadra e con questa società. “Noi compagni siamo tutti amici, non c’è rivalità – spiega Atanasijevic – e sia lo staff che la dirigenza non si risparmiano per farci lavorare al meglio. Poche squadre hanno come Presidente un uomo dal carisma e dalla carica energetica di Gino Sirci, il tifo poi è qualcosa di unico, sano e pulito, con un forte attaccamento alla maglia e alla città; non potevo dunque scegliere luogo migliore.” Lasciare la famiglia per inseguire il sogno che aveva da piccolo, trasformare la grande passione per la pallavolo nel proprio mestiere, è stata la sfida più impegnativa della sua vita, ma Aleksandar consiglia ai giovani talenti che iniziano ora la carriera, a non abbandonare mai gli studi, proprio come ha fatto lui, che si sta per laureare.

“Lo sport è e deve rimanere una passione, il proprio hobby- insiste Alexandar- e se si è fortunati si può vivere di questo ma poi c’è pur sempre un futuro davanti da affrontare”. Aleksandar Atanasijevic ha le idee ben chiare e già sta pensando a cosa fare dopo la pallavolo. “La vita professionale è abbastanza corta per uno sportivo quindi bisogna pensare fin da subito a fare dei giusti investimenti; investire al meglio i soldi che riusciamo a guadagnare con sacrificio, e per questo non smetterò mai di ringraziare i miei genitori e i loro preziosi consigli.” Infatti Aleksandar “Magnum” ha istituito, ormai da tre anni il Play Volley Camp, un Campus estivo rivolto ai bambini che provengono da tutte le parti del mondo, per poterli allenare al meglio, grazie all’amore e alla dedizione di istruttori di qualità, oltre ad avere aperto un asilo a Belgrado. Un grande cuore e un animo gentile quello di Atanasijievic che sta investendo così i suoi soldi, e ci ricorda l’importanza di una corretta gestione del proprio patrimonio e soprattutto che la figura di un procuratore-manager, nella carriera di uno sportivo, è fondamentale solo quando si parla di contratti ad altissimi livelli. Lui è bravissimo ad aver programmato già tutto e ad aver previsto un piano d’investimento che guardi al futuro, e che punti a valorizzare il ruolo dello sport come fattore di sviluppo sociale e civile. Lo sport è in grado di insegnare valori che hanno una straordinaria applicazione in ambito produttivo: meritocrazia, superamento dei limiti e rispetto delle regole. Chiunque lavori per diffondere la pratica sportiva affinchè lo sport diventi parte significativa dell’industria italiana è da considerare un modello virtuoso, come il “nostro” Atanasijevic che crede fermamente che una società sportiva deve diventare una moderna azienda sociale, una sfida difficile ma che si può vincere con il contributo di tutti.

L’esempio Lungarotti

L’importanza delle fondazioni nella gestione del patrimonio artistico di famiglia:

Una recente analisi fatta dall’Associazione italiana private banking ha stabilito che le famiglie benestanti in Italia investono in opere d’arte.

Molte delle famiglie intervistate ne possiede una e dichiara di essere interessata ad avere informazioni sul tema dal proprio istituto bancario.
L’identikit del collezionista d’arte è la seguente: abita nelle grandi città, uomo o donna fa poca differenza e la vera discriminante è il patrimonio globale della famiglia.

Il critico d’arte Philippe Daverio in un recente convegno ha fatto notare come si è passati dagli anni 80’ dove la finanza sosteneva l’arte e Morgan Stanley ne era un esempio con i numerosi investimenti, agli anni 90’ con una finanza spietata e meno mecenate.
Sempre Philippe Daverio ha tracciato la differenza tra i vecchi e i nuovi mecenati: quelli del passato investivano nella realizzazione di nuove opere e progetti artistici ,mentre oggi si investe maggiormente in “opere da appendere in sala da pranzo” se non addirittura da custodire nei caveu delle banche.

L’esempio della fondazione Lungarotti è la dimostrazione pratica di come la lungimiranza della sua fondatrice abbia permesso a molte persone di conoscere ed ammirare le opere presenti in questa bellissima collezione.
Proprio per questo il mio consiglio per le famiglie che si trovano in possesso di una collezione di opere d’arte è di valutare la costituzione di una fondazione, strumento giuridico con il quale si gestisce e amministra un patrimonio artistico di famiglia.
La costituzione di una fondazione può rappresentare per una famiglia un valore “reputazionale” molto importante e un riconoscimento nel tempo senza pari che solo la parte emozionale di un patrimonio può dare.

E’ per me necessario per una buona continuità generazionale di questi beni coinvolgere le nuove generazioni e redigere la stesura di un processo di regole che disciplinino i molteplici aspetti legati alla collezione ,questo regolamento prende il nome di ”FAMILY ART CHARTER”
Il Family Art Charter è un accordo scritto tra i membri della famiglia, relativo ad una collezione di opere d’arte che disciplina vari aspetti (la proprietà, la gestione, la protezione e la valorizzazione del patrimonio artistico di famiglia) e questo è costituito sia da regole che da procedure. – fonte AIFO

Per chi investe e colleziona opere d’arte ci sono inoltre altri aspetti tecnici secondo me altrettanto importanti, come ad esempio la valutazione iniziale dell’opera e la verifica dell’ autenticità, i vari aspetti legali(prelazione di acquisto da parte dello stato, il rischio di non esportabilità, ect.), la messa in sicurezza della stessa, la scelta di copertura assicurative dedicate.
Tutti questi passaggi sono fondamentali e vanno sempre valutati con dei consulenti che possano evitarci delle spiacevoli soprese potrebbero addirittura creare una svalutazione all’opera che si acquista.